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“Ho dovuto solo aprire la finestra della mia camera da letto e l’aria blu, l’amore e i fiori sono entrati con lei”

(M. Chagall)

Scrivere un blog prevede avere tempo. Il caso vuole che fino a ieri non se ne aveva mai abbastanza, oggi abbonda. Ma sembra che non sappiamo cosa farne, forse perchè ci ha colti di sorpresa insieme al “Signore Oscuro” della nostra realtà attuale. Anche io mi sono trovata bloccata nella sospensione di questo tempo strano, dove si è improvvisamente fermato tutto ma tutto sta lentamente e inesorabilmente cambiando. In questo momento di incertezza e fragilità assoluta, sono andata a ricercare un po’ di serenità dove l’ho sempre trovata: nella natura e nel disegno.

La fortuna che ho di vivere in Appennino circondata da un bosco-giardino, fa sì che io possa uscire ed esplorare la Natura selvatica di un parco di querce e con il sole di questi ultimi giorni, sono rimasta a disegnare seduta lì sul prato, tra foglie secche e primi fili d’erba verde.

Ed ecco qui un taccuino illustrato, che racconta di piccoli tesori floreali selvatici in questo Marzo pazzerello, più di quanto io abbia mai visto prima…

Dente di Cane

 

Una piccola rarità da trovare. Il fiore antigravitazionale secondo me, perchè i suoi petali a forma di “dente di cane” stanno rivolti al cielo mentre il suo “collo” si piega verso la terra (“collostorto” è il suo nomignolo!). Le uniche due foglie che ha alla base sono maculate e carnose. Qualcuno dice che sia ottima in insalata, ma io mi limito ad osservarla…

Elleboro Verde

 

Lei invece è abbastanza comune e precoce – spunta già a febbraio! – e con quanto io la trovi aggraziata, è una pianta altamente tossica (il suo nome deriva infatti dal greco Helleborus: cibo mortale!)

Viola Mammola

 

O Viola Odorata (quando profuma molto) è il fiore di noi Sagittari, amanti della Primavera e della vita all’aria aperta. I Greci erano maestri nel distillarne il profumo che ancora oggi viene usato da diversi “nasi”. Insalate, sciroppi e tisane sono altri usi abbastanza comuni di questo delicato fiore.

Primula Comune

 

Dopo la neve, prima di tutto, arriva lei: con il suo giallo quasi fluorescente illumina i prati che iniziano a rinverdirsi! Ce ne sono mazzi sparsi ovunque nel sottobosco e fanno allegria anche nei giorni più grigi.  “Le pallide primule muoiono nubili” diceva Shakespeare, perché fioriscono quando ancora ci sono pochi insetti che possono impollinarle.